Dettaglio di una stampa serigrafica su tessuto

La serigrafia stampa spingendo l’inchiostro attraverso un telaio con una maglia, dove le zone che non devono stampare sono state chiuse. Un telaio per ogni colore. Da questo singolo fatto derivano tutti i suoi vantaggi e tutti i suoi limiti.

Come funziona, in breve

  1. La grafica viene separata nei suoi colori.
  2. Per ogni colore si prepara un telaio.
  3. L’inchiostro viene steso con una spatola, un colore alla volta.
  4. Il capo passa in essiccazione perché l’inchiostro si fissi.

La preparazione dei telai è il lavoro più lungo. La stampa in sé, una volta avviata, è rapidissima: è il motivo per cui la serigrafia domina sui grandi numeri.

I punti di forza

  • Costo per pezzo bassissimo sui volumi. Preparati i telai, il centesimo pezzo costa quasi come il decimo.
  • Colori pieni e coprenti. Su capi scuri la resa è più solida di qualunque stampa digitale, perché lo strato di inchiostro è più corposo.
  • Durata elevata. Una serigrafia fatta bene e ben essiccata regge molti lavaggi.
  • Colori esatti. Si può miscelare l’inchiostro su un Pantone preciso: utile quando il colore aziendale non è negoziabile.

I limiti

  • Costo di avviamento per ogni colore. Una grafica a quattro colori richiede quattro telai: su dieci pezzi il conto non torna.
  • Male con le sfumature. Fotografie e degradé non sono il suo terreno: servono retini e la resa resta un compromesso.
  • Poco flessibile. Cambiare un nome o un numero su ogni capo è impraticabile: lì serve il DTF.

Da quante copie conviene

Non esiste una soglia unica, perché dipende dal numero di colori. Come ordine di grandezza:

  • Grafica a 1–2 colori: la serigrafia inizia a convenire intorno alle 30–50 copie.
  • Grafica a 3–4 colori: la soglia si alza, indicativamente oltre le 80–100 copie.
  • Grafica full color o fotografica: praticamente mai, meglio il digitale.

Sotto quelle soglie la stampa digitale costa meno e permette di partire anche da un pezzo. Il quadro completo dei costi è nella guida su quanto costa personalizzare una t-shirt.

Un caso tipico

Una sagra ordina 150 magliette con il logo dell’associazione a due colori, tutte identiche. È il lavoro perfetto per la serigrafia: due telai, costo unitario minimo, resa coprente sul capo colorato.

La stessa associazione, l’anno dopo, vuole 12 magliette con il nome di ciascun volontario. Stesso cliente, tecnica opposta: qui la serigrafia sarebbe assurda e si va di digitale.

Domande frequenti

La serigrafia si sente al tatto?

Sì, lo strato di inchiostro è percepibile, più di una stampa digitale. Su capi scuri con base coprente lo si sente di più. Molti lo considerano un pregio: comunica solidità.

Posso riusare i telai per un riordino?

Se la grafica è identica sì, e il riordino costa meno del primo lotto. I telai vengono conservati per un periodo: conviene avvisarci se prevedi di riordinare.

Fate serigrafia anche su pochi pezzi?

Tecnicamente sì, ma quasi mai lo consigliamo: su numeri bassi ti costerebbe più del digitale a parità di risultato. Se il tuo caso lo richiede davvero, ne parliamo.